Due grandi geodi di ametista, selezionati per la loro morfologia, sono stati sezionati ed accostati per dare forma a una composizione scenografica che richiama, con sorprendente armonia, le ali di una farfalla. La particolarità di questo esemplare risiede proprio nella forma: non si tratta di una lavorazione artificiale, ma di una rara coincidenza naturale. Le due estremità inferiori, leggermente allungate e appuntite, creano una struttura che suggerisce in modo spontaneo la silhouette di un lepidottero, rendendo possibile questo tipo di montaggio senza forzature estetiche.
All’interno, la cavità è rivestita da una drusa compatta di cristalli di ametista, con tonalità che variano dal lilla chiaro a sfumature più profonde. I cristalli, ben formati e luminosi, mostrano superfici riflettenti che catturano la luce, creando un effetto brillante e dinamico. La cornice esterna in agata presenta bande concentriche grigio-azzurre, tipiche di questi geodi brasiliani, che accompagnano naturalmente la transizione dalla roccia madre alla cristallizzazione interna.
Questi geodi si sono formati nel Cretaceo, circa 110 milioni di anni fa, all’interno delle colate basaltiche del Brasile meridionale. Le cavità originate nei flussi lavici sono state progressivamente riempite da soluzioni ricche di silice. La presenza di ferro e altri oligoelementi ha determinato la colorazione violacea del quarzo, dando origine all’ametista. Montata su una base in metallo, questa composizione diventa un elemento d’arredo di forte impatto visivo, capace di unire estetica naturale e struttura espositiva.


































