Sfera ricavata da un geode di ametista brasiliana, ricca di cristalli violacei, una crescita cristallina congelata di un respiro geologico. La struttura interna è compatta, ricca di cristalli dal colore molto denso. I cristalli di ametista si sviluppano in aggregati serrati, con terminazioni multiple che si intersecano creando una superficie irregolare, la crescita appare diffusa, radiale, con punte che emergono e si ritirano come piccole architetture spontanee.
Le tonalità violacee sono profonde, il colore si concentra dal lilla velato fino a un viola più saturo, il passaggio cromatico non è lineare, come se ogni cristallo avesse seguito una propria storia chimica. La zona di contatto tra la matrice e la cavità è una transizione complessa dove si osservano aree più chiare, lattiginose, dove il quarzo si presenta massivo, intervallate da intrusioni verdi-bluastre che suggeriscono alterazioni secondarie o depositi minerali successivi.
Questa interferenza cromatica rompe l’unità visiva della sfera e introduce un elemento quasi inatteso, rendendo il pezzo decisamente meno convenzionale.





























