Descrizione
Campione mineralogico di cavansite proveniente dal Maharashtra, India, caratterizzato da una diffusa cristallizzazione di un intenso colore azzurro-ciano distribuita sopra una matrice naturale fortemente tridimensionale. La superficie del campione è costituita da rilievi, piccole cavità e aggregati irregolari ricoperti da una sottile cristallizzazione microgranulare nelle tonalità del beige, grigio chiaro e crema. Tra queste forme emergono numerose cristallizzazioni di cavansite, alcune estremamente minute, altre riunite in gruppi più sviluppati. La loro distribuzione interessa gran parte della superficie e permette di osservare il minerale in differenti stadi di crescita. La cavansite mostra la sua morfologia più caratteristica: aggregati raggiati formati da sottilissimi cristalli prismatici e aciculari, disposti attorno a un centro comune. Alcuni assumono l’aspetto di piccole stelle aperte, altri formano rosette, ventagli o gruppi quasi sferici composti dalla sovrapposizione di numerosi cristalli. Nei gruppi maggiori le singole terminazioni diventano chiaramente distinguibili e producono una struttura complessa, attraversata dalla luce e particolarmente brillante. La cavansite è un raro silicato idrato di calcio e vanadio appartenente al sistema ortorombico. Il nome stesso deriva dalla combinazione dei principali elementi presenti nella sua composizione, CAlcio, VANadio e SIlicio. È dimorfa della pentagonite: i due minerali possiedono la stessa composizione chimica, ma una differente organizzazione cristallina. Descritta scientificamente nel 1967 a partire da materiale proveniente dall’Owyhee Dam, Oregon, Stati Uniti, ma furono soprattutto i successivi ritrovamenti indiani a trasformare la cavansite in uno dei minerali più riconoscibili e desiderati del collezionismo moderno. I più celebri giacimenti indiani si trovano nell’area di Wagholi, presso Pune, nello stato del Maharashtra, all’interno della gigantesca Provincia Vulcanica del Deccan. Qui la cavansite si è formata nelle cavità e nelle zone brecciate delle antiche successioni basaltiche. Il vanadio, già presente nei basalti del Deccan, venne mobilizzato durante i processi di alterazione e trasportato dai fluidi attraverso fratture e cavità. In determinate condizioni chimico-fisiche poté quindi essere incorporato nella struttura della cavansite, generando quella straordinaria colorazione blu che costituisce il tratto distintivo della specie.
La storia estrattiva della cavansite indiana rende oggi questi campioni ancora più interessanti dal punto di vista collezionistico. Le cave dell'area di Wagholi hanno fornito per decenni gran parte degli esemplari di alta qualità arrivati sul mercato internazionale, ma numerose cave sono state progressivamente chiuse, sommerse o hanno cessato di raggiungere gli orizzonti mineralizzati. La storica zona produttiva che ha generato molti degli esemplari classici non viene più regolarmente lavorata e la disponibilità di nuovo materiale è divenuta molto limitata.