Entemnotrochus Rumphii XXL – Rarissimo Esemplare di Pleurotomariidae dal Giappone.
Entemnotrochus rumphii (Schepman, 1879)
Sinonimo storico: Pleurotomaria rumphii
Famiglia: Pleurotomariidae
Provenienza: Giappone
Dimensioni: 175,5 - 155 -140 mm
Taglia: XXL
Esemplare eccezionale per dimensione e conservazione di Entemnotrochus Rumphii, noto anche come “fossile vivente” per la sua appartenenza ai pleurotomariidi, un gruppo di gasteropodi primitivi sopravvissuti per oltre 400 milioni di anni.
L'esemplare in questione si distingue non solo per l’eccezionale stato di conservazione, ma soprattutto per la taglia monumentale: con i suoi 175,5 mm, rientra tra i più grandi mai documentati per questa specie.
Il guscio mostra una forma turbinata perfettamente simmetrica, con una spira acuminata che si sviluppa in ampie volute, impreziosite da sottili striature radiali e spiralate, marcate da una delicata alternanza cromatica tra il crema, il rosa e l'arancio bruciato. Il colore non è uniforme, ma si presenta in bande irregolari, tipiche di esemplari di grande profondità e maturità biologica.
Caratteristica iconica della famiglia Pleurotomariidae è la fessura seleniziale, visibile lungo il margine esterno del labbro, che permette l'espulsione dei rifiuti senza contaminare il flusso d'acqua respiratorio: un retaggio evolutivo unico, testimone dell'antichità di questa linea zoologica.
La nacre interna (madreperla) risplende con riflessi iridescenti nella porzione labiale.
Entemnotrochus rumphii prende il nome da Georg Eberhard Rumphius (1627–1702), naturalista
tedesco al servizio della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che per primo documentò con rigore molte specie del Sud-Est asiatico. Sebbene la denominazione formale risalga a Schepman (1879), la specie era già conosciuta e ammirata nei secoli precedenti per la sua maestosità.
Vivono in acque profonde, tipicamente oltre i 200 metri, e la raccolta di simili conchiglie è rarissima, spesso frutto del ritrovamento accidentale tramite reti da pesca a strascico in abissi giapponesi o filippini.
Questa famiglia era considerata estinta fino al XIX secolo, quando esemplari viventi furono riscoperti, gettando nuova luce sull’evoluzione dei molluschi marini.
L'esemplare qui presentato è assolutamente eccezionale, per le sue dimensioni, il labbro e l’apice non presentano fratture, completo del suo Opercolo.
Esemplari simili sono altamente ambiti dai collezionisti di élite, musei naturalistici e gallerie specializzate, rappresentando l’apice di una raccolta tematica su conchiglie ancestrali.




























