Ammonite fossile di Halorites macer proveniente da Noe Bihati, nella parte occidentale dell'isola di Timor, Indonesia. Un esemplare del Triassico superiore, piano Noriano, risalente a oltre 200 milioni di anni fa, con un diametro di 93 mm e un peso di 330 grammi. La particolarità di questo fossile è il modo in cui due differenti processi naturali hanno lasciato la propria impronta sulla stessa conchiglia.
Il primo risale alla vita dell'animale, quando il guscio cresceva progressivamente nell'antico ambiente marino; il secondo è avvenuto dopo la sua morte, durante la lunga trasformazione dei sedimenti in roccia e la mineralizzazione delle cavità interne. La superficie esterna conserva una forma compatta, fortemente avvolta, con un ultimo giro ampio che circonda quasi completamente la spirale interna.
Predominano tonalità rosa salmone, pesca e arancio tenue, interrotte da zone color crema, piccole macchie bruno scure e sottili irregolarità superficiali. Queste differenze cromatiche contribuiscono a rendere visibile la natura geologica del fossile, conservato all'interno degli antichi sedimenti calcarei. Nella parte centrale, invece, si apre una finestra sulla struttura interna dell'ammonite.
Una successione di linee biancastre, sottilmente bordate da tonalità miele e ocra, disegna un percorso sinuoso attraverso piccole cavità grigio-brune. Sono visibili porzioni delle antiche pareti settali e delle strutture associate alle suture, testimonianza della complessa suddivisione interna del guscio. Le cavità presentano un rivestimento di minuscoli cristalli, dall'aspetto granuloso e scintillante.
Questa mineralizzazione è successiva alla vita dell'animale: le camere, originariamente parte del sistema di galleggiamento del cefalopode, hanno offerto spazi nei quali fluidi ricchi di sostanze minerali hanno potuto circolare e depositare nuovi cristalli. Il risultato è un interessante incontro tra paleontologia e mineralogia. Halorites macer appartiene alla famiglia Haloritidae e fu descritta nel 1893 dal paleontologo austriaco Edmund von Mojsisovics.
La specie è documentata nelle associazioni fossili del Noriano di Timor, dove antichi calcari marini si trovano oggi coinvolti nel complesso geologico noto come Bobonaro Scaly Clay.









