Esemplare fossile di Halorites macer, ammonite appartenente alla famiglia Haloritidae, proveniente dalla località di Noe Bihati, nell'isola di Timor, Indonesia. Risalente al Triassico superiore, piano Noriano, questo fossile conserva la struttura di un cefalopode marino vissuto oltre 200 milioni di anni fa, molto prima della comparsa delle grandi ammoniti che avrebbero popolato gli oceani del Giurassico.
Con un diametro di 86,5 mm e un peso di 269 grammi, l'esemplare presenta una forma compatta e fortemente avvolta, caratterizzata da un ultimo giro ampio e arrotondato. La superficie esterna mostra una particolare colorazione naturale dominata da tonalità rosa pesca, avorio, beige e ocra, con piccole aree brune e irregolarità legate alla conservazione del fossile. L'elemento più interessante si trova nella regione interna della spirale, dove sono esposte alcune delle complesse strutture settali caratteristiche delle ammoniti triassiche.
Qui la superficie assume un aspetto completamente differente: una successione di sottili rilievi calcarei biancastri forma un intricato disegno di pieghe, ramificazioni e margini ondulati, che si sviluppano attorno a piccole cavità e zone mineralizzate dalle tonalità grigio-beige. Queste strutture sono riconducibili all'architettura interna del fragmocono, la porzione della conchiglia originariamente suddivisa in camere separate da sottili pareti, chiamate setti.
L'intersezione dei setti con la parete del guscio generava le caratteristiche linee di sutura, particolarmente elaborate negli ammonoidi del Triassico superiore. La loro esposizione permette di osservare un aspetto anatomico normalmente nascosto all'interno della conchiglia. Il contrasto tra la superficie esterna relativamente uniforme e la complessità della regione centrale rende questo esemplare interessante anche dal punto di vista didattico, poiché mostra due differenti aspetti della struttura originaria dell'animale.
La storia geologica di questi fossili è particolarmente articolata. Le ammoniti vissero e si depositarono sui fondali marini durante il Triassico; milioni di anni più tardi, i sedimenti che le racchiudevano furono coinvolti nei grandi movimenti tettonici legati alla collisione tra il margine continentale australiano e l'arco di Banda, contribuendo alla complessa formazione geologica dell'isola di Timor.
Nel collezionismo paleontologico, questo esemplare si distingue soprattutto per l'ampia esposizione delle strutture interne, la colorazione rosa naturale e la provenienza da una località documentata nella letteratura scientifica.








