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Ametista

L’ametista è la gemma violetta per eccellenza, con tonalità che spaziano dal delicato color lavanda ad un porpora reale intenso. Questa splendida pietra è stata apprezzata attraverso i secoli sia per la sua bellezza che per la sua leggendaria capacità di dare sollievo e stimolare sia mente che emozioni. Ha anche il grande potere di apportare equilibrio alla nostra persona aiutandoci a domare cattive abitudini ed eccessi. In ogni continente si trovano diverse varietà di questa straordinaria gemma e, pietra grezza, levigata o lavorata che sia, questa è una gemma la cui bellezza trascende la sua comune diffusione.

Cos’è l’ametista?
L’incantevole ametista fa parte della vasta famiglia dei quarzi e ne è la varietà più pregiata. Viene prevalentemente rinvenuta in formazioni di piccoli cristalli dalla forma piramidale, ma può anche formarsi all’interno di enormi geodi che possono arrivare a pesare diverse tonnellate e raggiungere diversi metri di altezza. Cristalli dalla forma allungata sono più rari e per questo motivo molto ricercati da collezionisti.

Sebbene altre gemme purpuree esistano in natura, l’ametista è quella più comunemente associata al colore viola. La sua colorazione particolare è dovuta a tracce di ferro e manganese che le conferiscono tinte che spaziano dal rosa pallido al porpora reale con sfumature fredde che tendono al blu o calde che tendono al rosso. La gradazione ideale è detta ‘siberiana’, tale nome indica specificatamente la gradazione delle gemme dal profondo color porpora un tempo ritrovate in Russia.

Caratteristiche dell’ametista
Il colore dell’ametista è senz’altro la sua più notevole caratteristica, ed è infatti la colorazione che determina il valore di una gemma. Cristalli di ametista di dimensioni notevoli vengono ritrovati abbastanza comunemente, per questo motivo il valore dell’ametista non è definito principalmente dai carati (a differenza di molte altre gemme il cui valore aumenta esponenzialmente in base ai carati), bensì è il colore di questo  minerale purpureo a definirne il valore. Le tonalità più intense di violetto puro tendono ad essere le più pregiate, sebbene le gemme che tendono al rosso o al blu sono anch’ esse molto ricercate.

I cristalli di ametista raramente presentano inclusioni e sono tipicamente eye-clean, cioè non presentano inclusioni se osservata ad occhio nudo ad una distanza di 15 cm. Le gemme di ametista solitamente presentano zonazioni, ossia sezioni angolari di diverse tonalità ed intensità di viola che sfumano l’una nell’altra. L’ametista naturale è diacronica, sfoggia cioè  pigmentazioni sia azzurro-violetti che rosso-violetti. Se però la gemma viene riscaldata a temperature elevate rischia di perdere il suo diacronismo e di cambiare addirittura colore diventando giallo-arancio, giallo-bruno o persino marrone scuro e assomigliare così alla citrina. Inoltre, è possibile alterare artificialmente l’intensità del colore di una pietra di ametista: la si può  scurire  con un trattamento termico o la si può schiarire con una sovraesposizione a raggi di luce. 

E’ molto apprezzata sia da gioiellieri che da tagliatori e per questo motivo è possibile trovare una gamma di tagli e di forme di ametista molto più ampia che di altre gemme. La presenza di zonazioni e di sottili strati di diverse tonalità  mettono alla prova anche i tagliatori più esperti, in quanto uno degli elementi più importanti dell’arte del taglio è proprio quello del riuscire a tagliare il cristallo in modo da farlo apparire omogeneo.

Tipi di ametista
L’ametista più pregiata è nota come ‘Deep Russian’ o ‘Deep Siberian’, eccezionalmente rara e molto ricercata. Questa varietà di ametista è translucida e di colore viola intenso (cioè il viola costituisce circa il 75% - 80% del colore) con una sfumatura di blu. Purtroppo però i giacimenti dai quali veniva rinvenuta tale varietà si sono ormai estinti, rendendo la gemma ancor più rara. E’ da precisare che il nome ‘Siberian’ è talvolta incorrettamente utilizzato per indicare una qualsiasi ametista dal colore intenso, indipendentemente dal luogo d’origine.

L’ametrina (anche detta tristina) è una varietà particolarmente incantevole. La presenza di ametista e di citrina in un unico cristallo produce una gemma bicolore (viola e giallo, o viola ed arancio) con una zonazione molto marcata. L’inusuale pigmentazione è il prodotto di una combinazione di impurità di ferro in distinti stadi di ossidazione. La principale località d’estrazione è la Bolivia  e, sebbene l’ametrina sia conosciuta sin dal 17° secolo, è stata commercializzata solo nel 1980. La tradizione lapidaria vuole che le gemme di ametrina vengano tagliate in modo da esibire i due colori in porzioni perfettamente identiche, ma stanno diventando sempre più richiesti anche tagli ‘free-form’ ,quelli cioè che non cercano un contrasto equilibrato tra colori, e tagli concavi, che invece creano una fusione dei due colori (quest’ultima nota come ametrina sunburst).

Ulteriori varietà di notevole bellezza sono:
 

  • Ametista con quarzo latteo (o talvolta trasparente) - tale unione crea dei meravigliosi cristalli con un’estremità viola e l’altra bianca (o trasparente), oppure, sebbene più raramente, un cristallo a bande bianche e viola.
  • Quarzo cactus – anche noto come quarzo porcospino, caratterizzato da una spettacolare formazione che presenta una o più punte ben formate tempestate da minuti prismi che crescono in ogni direzione. Questa vera e propria ‘composizione’ di cristalli è costituita da una combinazione di ametista e citrina ed è unicamente ritrovata nell’area Boekenhoutshoek (sulla catena montuosa Magaliesberg) in Sud Africa.
  • Ametista canadese – ritrovata soprattutto nei pressi della città di Thunder Bay (Ontario), in Canada. Queste ametiste presentano un sottile strato di ematite che conferisce al cristallo un colorito rosso-ocra.
  • Ametista lavanda – una varietà dal delicato color viola chiaro.
  • Ametista di Vera Cruz – si distingue per i suoi lunghi cristalli prismatici e  proviene dalla regione di Vera Cruz in Messico.

Dove si trova l’ametista?
L’ametista viene ritrovata in quantità variabili in ogni continente. Le varietà più ricercate però provengono dal Brasile, dall’Uruguay, dalla Zambia ed un tempo anche dalla Russia.

Questo sorprendente cristallo purpureo era ritenuto molto raro e di notevole valore, finché nel  secolo IX furono scoperti i vasti giacimenti del Brasile che ne diminuirono il pregio.  Le Minas Gerais del Brasile producono infatti ingenti quantità di enormi geodi sviluppatisi nelle rocce vulcaniche e rivestiti da cristalli di ametista. Inoltre, anche gli stati brasiliani di Rio Grande do Sul, Mato Grosso, Espirito Santo, Bahia e Ceará sono produttori di ametista di forte rilevanza a livello globale. Altri paesi del Sud America con notevoli giacimenti di ametista sono l’Uruguay, il quale produce geodi rivestiti da cristalli dai colori intensi, e la Bolivia nota invece per le miniere di Anahi e la loro produzione di Ametrina.

Un tempo in Russia (in particolare nel distretto di Ekaterinburg sui monti Urali in Siberia) si trovavano meravigliose ametiste limpide dal colore scuro. Queste si formavano in enormi cavità nelle rocce granitiche ed erano ritenute la varietà più pregiata di ametista. Purtroppo però, tali giacimenti sono ora estinti. Altri produttori asiatici di notevole importanza sono la Corea del Sud e l’India (particolarmente nelle regioni meridionali).

Con una produzione annua di oltre 1000 tonnellate di ametista, lo Zambia è un produttore di grande rilevanza a livello mondiale. Altri stati africani di nota sono la Namibia, con i suoi cristalli dai forti contrasti (ritrovati in particolare sul massiccio del Brandberg) ed il Sud Africa dove si trovano magnifici esemplari di quarzo cactus (in particolare in Boekenhoutshoek, Mkobola).

Negli Stati Uniti vi sono numerosi  siti di estrazione, le più note sono i Monti Mazatzal in Arizona, i Red Feather Lakes nel Colorado, le Amethyst Mountains nel Texas, il Parco Nazionale di Yellowstone nel Wyoming e Diamond Hill in Rhode Island (nota per la sua produzioni di cristalli dalla morfologia a scettro). In Messico invece, nei giacimenti di Las Vigas de Ramires e Piedras Parado (in Vera Cruz) e Amatitlan (in Guerro) si producono lunghi cristalli prismatici, mentre nello stato di Guanajuato si ritrovano lastre ricoperte di vere e proprie colonie di minuti cristalli. Anche in Canada vi sono ricchi giacimenti, più precisamente in Ontario e Nuova Scozia. La più grande miniera nord americana è quella di Thunder Bay nell’Ontario, dove si ritrovano spettacolari esemplari color ocra (dovuti a contaminazioni di ematite). Adagiati sulla sabbia, lungo le spiagge nella zona di Digby, Nuova Scozia, si trovano invece piccoli ciottoli di ametista levigati dal mare.

Infine in Europa, in Austria, si trova la più grande miniera a cielo aperto del mondo e nell’Ungheria nord-orientale è stata recentemente scoperta una nuova varietà di ametista druse dal colore lilla.

Capolavori in ametista
Tiffany Amethyst – un’ ametista di 56 carati tagliata a cuscino e montata su di una collana d’oro 18 carati. Progettata ed eseguita da Tiffany e Co. , intorno al 1915, questo splendido gioiello Art Nouveau è ora allo Smithsonian Institution.
 
Spilla ‘Morris’–  una splendida ametista di 96 carati tagliata a cuore circondata da diamanti su una montatura di platino e oro giallo. E’ probabilmente di età eduardiana (1901-1915) e fu donata allo Smithsonian Institution nel 1973 dalla Signora G.M. Morris.

Collana della Duchessa di Windsor – commissionata da Wallis Simpson, Duchessa di Windsor, fu disegnata ed eseguita da Cartier nel 1947. E’ un collana bavaglino che presenta un’ ametista a forma di cuore al centro, 29 ametiste tagliate a gradini, turchesi a cabochon e diamanti, su una montatura di oro e platino.

Tiara della Regina Silvia di Svezia –  è stata realizzata utilizzando ametiste in origine appartenute all’ Imperatrice Joséphine di Francia, moglie di Napoleone I. La tiara presenta ametiste ovali circondate da diamanti disposte in tipico stile imperiale francese.

Lo ‘zaffiro’ di Delfi – si dice che questo gioiello sia maledetto. Fu rubato dal tempio dedicato al dio Indra in India nel 1856 nel corso di un sanguinario ammutinamento, dopo il quale questa gemma percorse un’affascinante rotta fino a giungere al Museo delle Scienze Naturali di Londra (le accurate annotazioni di tale rotta si trovano ora assieme al gioiello nel museo londinese). E’ un’ ametista ovale su montatura d’argento decorata da incisioni alquanto misteriose raffiguranti elementi di astrologia ed alchimia.


Proprietà dell’ametista
L’ametista è un inestimabile cristallo per chiunque voglia esplorare la propria spiritualità e raggiungere la pace interiore, è infatti molto apprezzata per la sua capacità di calmare la mente e stimolare stati di profonda meditazione. Il suo potere di quietare e stimolare la mente nello stesso tempo, accresce passione e creatività, rende più intuitivi ed immaginativi ed affina i processi intellettivi. Inoltre, questa meravigliosa gemma aiuta a convertire pensieri in azione ed ad assimilare nuove concetti.

L’ametista è spesso associata all’equilibrio e per questo utilizzata da chi si vuole allontanare da cattive abitudini o da eccessi. Si dice che se posto sull’ombelico, un cristallo di ametista sia capace di trasmetterci la forza d’animo necessaria per liberarci da assuefazioni quali quelle al tabacco, all’alcol, alle droghe e/o anche alla concupiscenza di tipo dannoso. 

E’ ritenuta un calmante naturale, capace di confortare e placare la mente. Può aiutare a controllare tendenze ossessive ed anche iperattività e, se poste sotto il cuscino mentre si dorme o se strofinate sulla fronte, le formidabili gemme di ametista stimolano sogni piacevoli e trattano l’insonnia. Sono particolarmente efficaci sui bambini, per superare la paura del buio e scacciare incubi ricorrenti. E’ anche una potente gemma per negoziatori, diplomatici ed imprenditori in quanto aiuta a tenere sotto controllo un temperamento impetuoso ed a concentrarsi sull’abilità di discutere e trattare. 

Indossata come talismano, l’ametista può essere utilizzata per incrementare la concentrazione e l’ambizione. I cristalli più scuri sono particolarmente indicati per stimolare processi creativi e quindi sono spesso utilizzati da artisti, compositori, inventori, poeti e pittori. Sono molto apprezzati da coloro che ambiscono a creare qualcosa di nuovo ed originale utilizzando tecniche ed attrezzature tradizionali.

Infine, le gemme di ametista sono molto apprezzate anche come potente pietra guaritrice che agisce positivamente sia sulle persone che sugli animali e sulle piante; i geodi e le gemme naturali sono le più efficaci.

L’ametista esoterica
Secondo tradizione, l’ametista è la pietra associata ai nati nel mese di febbraio.

Questo incantevole cristallo è associato a due elementi: l’Aria e l’Acqua.

L’ametista emana un’ energia ad alta frequenza, capace di purificare l’aura, liberandola da energie o attacchi negativi, è inoltre capace di innalzare attorno alla persona una barriera protettiva composta da un’energia luminosa che aiuta a restare concentrati e ad avere  comportamenti moderati. Accresce inoltre la percezione cognitiva stimolando lo sviluppo di abilità psichiche ed intuitive che portano a maggiore conoscenza e saggezza.

L’energia dell’ametista stimola due chakra: quello della Fronte (il Sesto Chakra) e quello della Corona (il Settimo Chakra). Il Chakra della Fronte, noto anche come il Terzo Occhio, influenza la nostra comprensione del mondo in quanto è al centro della nostra percezione e della nostra consapevolezza. I cristalli di ametista più scuri e dalle sfumature blu possono essere utilizzati per aprire questo chakra, rendendoci così più recettivi a nuove idee, visioni e sogni. Essi creano uno spazio all’interno del quale i nostri pensieri e la nostra comunicazione interiore possono muoversi liberamente. Il Chakra della Corona è invece un portale verso l’universo che si espande al di là della nostra fisicità. E’ fonte della nostra spiritualità e ci connette con le energie cosmiche e, di conseguenza, influisce su come ci rapportiamo alla realtà intorno a noi. Quando questo chakra è equilibrato, siamo più consapevoli del nostro posto nell’universo e ciò ci aiuta per esempio a comprendere che  ostacoli ed impedimenti sono semplicemente parte integrale della nostra vita. Squilibri relativi a questo chakra possono essere trattati con l’energia vitale emanata da cristalli di ametista dai toni più chiari.

Inoltre, l’ametista è una potente protettrice contro iettature e malocchi; trasforma l’energia negativa in energia positiva e  piena di amore.

L’ametista nella mitologia
Il nome ‘ametista’ deriva dal greco antico ‘amethystos’, ovvero ‘non inebriato’ (da a = ‘non’ + methustos = inebriato). Gli antichi greci ed i romani ritenevano che questa gemma costituisse un potente antidoto per gli stati di ebbrezza, il che spiega perché molti calici da vino venissero ornati con gemme di ametista. Inoltre, si pensava che se indossata sul proprio corpo, specialmente se tenuta vicino all’ombelico, l’ametista potesse aiutare a controllare eccessi di qualsiasi tipo ed in particolare a prevenire stati di ebrezza.

Antiche leggende collegano questa gemma a Dioniso, dio greco del vino (Bacco per i Romani). La leggenda narra che il dio si fosse indispettito perché un mortale non riconobbe la sua grandezza. Egli promise di vendicarsi sul prossimo mortale che avesse incrociato la sua strada e, sfortunatamente, questa fu la bellissima Ametista, che si stava recando al tempio dedicato ad Artemide, dea della caccia, della luna e della fertilità (Diana per i Romani). Dioniso aizzò due tigri affamate contro la bella Ametista e si versò del vino nel calice, pronto a godersi il cruente spettacolo. Per proteggere la giovane, Artemide la trasformò in una statua di quarzo purissimo. Questo le salvò la vita, ma la trasformazione fu irreversibile. Dioniso fu subito preso da un senso di rimorso e pianse lacrime di vino che caddero sulla statua. Queste tinsero il cristallo dando origine alla magnifica gemma purpurea.

La creazione di questo mito è invece da alcuni attribuita al poeta francese Remy Belleau (1528-1577). Nella sua poesia “L'Amethyste, ou les Amours de Bacchus et d'Amethyste" (L’ametista, o gli amori tra Bacco ed Ametista), Belleau narra che Bacco era intento nel corteggiamento della bellissima Ametista con lo scopo di possederla. Ametista però, non apprezzando tali attenzioni, finì con l’implorare la dea Diana di proteggere la sua castità. La dea ascoltò le sue preghiere e trasformò la giovane ragazza in una statua di quarzo purissimo. Bacco, colpito dalla determinazione di Ametista di rimanere pura, versò un calice di vino sulla statua, trasformandola in un meraviglioso cristallo viola.