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Azzurrite
Lo splendido cristallo dell’azzurrite, dalla vitrea e brillante lucentezza, è caratterizzato dal suo particolarissimo colore blu intenso che, a seconda del taglio, varia dal semitrasparente all’opaco. Questo minerale si contraddistingue proprio per la sua peculiare colorazione che attraverso i secoli ne ha spesso permesso l’impiego, una volta polverizzato, come colorante sia per usi artistici (negli affreschi) che per fini pratici (tintura per le stoffe).
Cos’è l’azzurrite?
L’azzurrite è una gemma dalla rara dalla particolarissima colorazione indaco che appartiene alla classe dei carbonati. E’ un carbonato basico del rame, ritenuto minerale secondario poiché la sua formazione deriva dall’alterazione di questo elemento che, a seconda dello strato di ossidazione, sfuma nelle tinte del verde (malachite) o del blu (azzurrite).
E’ quindi affine alla malachite (ma molto più raro e quindi più ricercato) da cui si distingue per il minor contenuto di acqua e per la formazione in strati più superficiali.
Caratteristiche dell’azzurrite
Questa splendida gemma dal colore vivo e lucente cristallizza in diverse forme e sagome: da quelle allungate o piatte e sottili, a quelle striate e ricche di facce. Tuttavia si ritrova più spesso in forma irregolare con i contorni a scaglie, sfaldati ed increspati come tante piccolissime onde del mare che si susseguono.
L’azzurrite, come indicato dallo stesso nome, è di colore azzurro intenso ed ha una lucentezza vitrea e traslucida, raramente trasparente. E’ piuttosto pesante ma fragile, ed è una gemma semidura per cui si scalfisce con una certa facilità (anche con la lama di un temperino). Proprio per questo è più adatta ad essere intagliata ed incisa piuttosto che utilizzata come puro monile.
Date le sue caratteristiche questa pietra preziosa è facilmente riconoscibile ma può alterarsi e subire una metamorfosi col passare del tempo poiché assorbendo l’acqua e l’umidità presenti nell’atmosfera può divenire malachite (sostituzione pseudomorfica) modificando e modulando le sue sfumature di colore dal blu al verde intenso.
Tipologie di azzurrite
Di questa seducente gemma esistono alcune diverse tipologie: la più nota e comune è sicuramente quella pura dal colore blu cobalto e vitreo. Più rare sono le varietà ibride che prevedono l’associazione e la contaminazione delle pietre con altri minerali come la malachite o la cuprite (l’ibrido che nasce da quest’ultima è più noto con il nome ‘blue bird’). Tali contaminazioni, oltre a creare degli splendidi effetti e giochi di colore blu/verde intenso rendono le gemme particolarmente ricercate e rare.
Alcune altre pietre possono essere considerate simili all’azzurrite sia per la colorazione che per la struttura. Tra queste ritroviamo la sodalite, la charoite, il lapislazzulo, il quarzo dumortierite e l’hauyna, che sono considerate le “sorelle” dell’azzurrite meno diffuse e note.
Riconoscere l’azzurrite
Alcune caratteristiche uniche e peculiari di questa gemma rendono riconoscibili le pietre originali da quelle contraffatte:
Il colore: La prima proprietà distintiva da considerare è, come già detto in precedenza, il particolarissimo colore blu intenso e vivo, di trasparenza opaca e brillantezza vitrea, che però tende a modificarsi con il trascorrere del tempo se esposto all’umidità presente nell’aria, sfumando così nel verde. Talvolta è possibile ammirare alcune meravigliose pietre ibride dalle tonalità variabili, dal blu al verde intenso, che con i loro giochi di colore ricordano la splendida coda di un pavone.
La resistenza: Un altro fattore da verificare è la resistenza poiché questo minerale risulta poco duro per cui molto facile da scheggiare e scalfire (si consiglia infatti particolare cura degli oggetti ricavati da tale minerale poiché cadendo possono facilmente rompersi).
Prova del calore: Un’altra verifica che è possibile effettuare (utilizzata sin dall’antichità) è quella di sottoporre un piccolo campione alla prova del calore poiché, data la sua particolare composizione chimica a basso contenuto di acqua, se questa gemma viene riscaldata, raffreddandosi si annerirà.
Dove si trova l’azzurrite?
L’estrazione di questo incantevole minerale avviene in diverse zone del mondo - insieme alla malachite nelle miniere di rame - ma i cristalli più belli e pregiati provengono da Chessy (Lione, Francia orientale), da Tsumeb (Namibia), da Laurion (Grecia) e dalle miniere dell’Arizona negli Stati Uniti (dove in realtà esistono anche altri giacimenti minori nello Utah e nel Nuovo Messico). Esisto inoltre alcune miniere nel centro Europa, in Moldovia e Romania, ed anche in Italia sono stati rinvenuti alcuni interessanti esemplari in Sardegna, nelle zone di Calabona e di Rosas.
Alcuni importanti cristalli, spesso del tutto sostituiti pseudomorficamente dalla malachite, sono stati trovati a Broken Hill, in Australia.
Proprietà dell’azzurrite
Secondo la cristalloterapia la gemma dell’azzurrite è considerata un potente rivitalizzante ed è spesso utilizzata come disintossicante poiché influenza positivamente la tiroide depurandola dalle tossine. Essendo una pietra molto assorbente, ha la capacità di purificare e ripulire il corpo dalle negatività, dalle tossine e dalle energie accumulate in eccesso.
A livello fisico viene spesso usata per sciogliere i dolori articolari e della cervicale così come è considerata avere potere curativo per i reumatismi, l’artrite, l’osteoporosi, la scoliosi ed in generale su tutto il sistema osseo, attivando le proprietà terapeutiche insite nel rame. Per ottenere benefici a livello fisico viene consigliato di applicare la gemma direttamente sulla parte da trattare.
Per quanto riguarda la sfera psichica, questa particolare pietra rappresenta la conoscenza del sé attraverso l’introspezione ed il contatto con l’inconscio: influenza infatti la personale consapevolezza ed attiva il desiderio di sperimentare e verificare le proprie capacità vivendo nuove esperienze.
Agisce positivamente anche sulla sfera del pensiero stimolando chiarezza mentale e facilitando la comunicazione e l’espressione personale. Per questo, se indossata a contatto con la pelle, si ritiene possa favorire anche i rapporti sociali.
Questa splendida pietra preziosa spesso è stata anche associata agli studiosi ed agli artisti dal momento che promuove lo sviluppo della creatività, dell’intuizione e della concentrazione.
L’azzurrite esoterica
Grazie al suo colore intenso che evoca le tinte dell’imbrunire e le sfumature del mare profondo, l’azzurrite è una pietra misteriosa e magica. Posta sotto al cuscino può portare sogni profetici e stretta in mano o indossata può rivelare eventi futuri.
L’elemento a cui questo minerale è legato è l’Acqua, strettamente connesso alla sfera delle emozioni e della femminilità (associabile quindi nello specifico anche all’amore, alla guarigione, alla riconciliazione, al sogno ed alla sensibilità).
L’azzurrite è legata al quinto chakra, Vishudda, ovvero quello della gola (tiroide) e, meno frequentemente, anche al sesto, Ajna, quello del terzo occhio (aura).
L’azzurrite nell’arte
Questo magnifico minerale dall’intenso colore blu è stato impiegato nei secoli, una volta polverizzato, come tintura naturale per gli abiti e le stoffe e come colore nelle rappresentazioni artistiche soprattutto negli affreschi.
Durante il Medioevo, periodo in cui i colori erano ricercati per la loro luminosità ed intensità, questo minerale (debitamente polverizzato e miscelato a collanti naturali) ha conosciuto largo uso negli affreschi per la rappresentazione del blu. Infatti, sin dal XIII secolo, il blu era considerato il colore che meglio rappresentava la nobiltà e la spiritualità. Spesso il blu era utilizzato per rappresentare gli sfondi poiché donava al dipinto regalità e vivido splendore.
Il colore blu conosceva essenzialmente due sfumature: l’oltremare (il più prezioso e costoso, derivante dai lapislazzuli) e l’azzurrite. Avendo un aspetto molto simile ma costi diversi, per distinguerli e difendersi dalle frodi, sin dall’antichità veniva effettuata la prova del calore su alcuni frammenti: raffreddandosi l’azzurrite anneriva ed i lapislazzuli no.
Tali colorazioni vennero impiegate per diversi secoli, sino al 1800, quando fu inventata la prima tinta di blu sintetica.
Purtroppo col trascorrere del tempo l’azzurrite impiegata negli affreschi, impregnandosi di umidità, ha iniziato ad alterare il colore modulando le sfumature nel verde scuro, a volte nero, e spesso si è polverizzata e caduta rivelando lo strato di preparazione sottostante (il rosso morellone).
L’azzurrite nell’antichità
Nell’antichità, sin dai tempi degli Egizi (che chiamavano questa pietra tefer) e dei Romani, l’azzurrite era considerata sacra e veniva offerta alle divinità durante i rituali religiosi poiché si riteneva favorisse il contatto e la comunicazione con gli Dei.
Anche nella cultura Maya questo minerale era utilizzata per gli stessi scopi ritenuto pietra sacra della comunicazione mistica.
Spesso nell’antica Grecia veniva impiegata polverizzata per scopi medici e come tintura per le stoffe.
