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Reperto dell’Antropocene – Plastica e Vita Marina.

Reperto dell’Antropocene – Plastica e Vita Marina.

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Questo oggetto si presenta come un autentico reperto dell’Antropocene, un esempio concreto di un manufatto umano destinato a sopravvivere ai propri creatori, lasciando una traccia duratura negli archivi geologici del futuro. Questo oggetto …

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ARP-02

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Provenienza
Italia
Artista
Homo Sapiens
Dimensioni:
117cm × 100cm × 80cm
Peso:
121gr
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  • Codice articolo: ARP-02

Tag: Reperto dell’Antropocene – Plastica e Vita Marina., ARP-02, Antropocene - La Vita Sopra lo Scarto.

Descrizione

Questo oggetto si presenta come un autentico reperto dell’Antropocene, un esempio concreto di un manufatto umano destinato a sopravvivere ai propri creatori, lasciando una traccia duratura negli archivi geologici del futuro. Questo oggetto nasce dall’incontro involontario tra scarto umano e processo naturale, ed è proprio in questa collisione che risiede la sua forza narrativa.

Una bottiglia di plastica, manufatto industriale anonimo, prodotta per l’uso rapido e destinata all’oblio, è stata abbandonata nell’ambiente marino, entrando a far parte di un ecosistema che non l’aveva prevista. La plastica, materiale simbolo dell’Antropocene, progettata per resistere al tempo ma priva di valore biologico, si è trasformata in una presenza persistente sul fondale.

Nel lento scorrere del tempo sommerso, questa superficie artificiale è diventata substrato. Su di essa si sono insediati naturalmente esemplari di Spondylus, che hanno aderito alla plastica come avrebbero fatto su una roccia, una concrezione o un relitto antico. Le loro valve spinose, irregolari, stratificate, raccontano una crescita reale, dettata esclusivamente dai ritmi biologici del mare.

Il contrasto visivo è potente e disturbante: la materia organica, viva e complessa, si sovrappone a un oggetto inerte, consumato, chimicamente estraneo all’ambiente che lo ospita. Questa bottiglia non viene redenta dalla vita che la colonizza. Il danno non è cancellato, ma reso evidente. La plastica resta plastica, testimonianza della presenza umana e della sua persistenza tossica negli ecosistemi.

La natura non assolve l’errore: lo ingloba, lo utilizza, lo espone. L’oggetto assume così il valore di un reperto contemporaneo, un documento materiale dell’Antropocene. Non è una scultura creata dall’uomo, ma una forma nata dall’interazione tra abbandono e resilienza. Un cabinet de curiosités del presente, in cui la meraviglia lascia spazio alla consapevolezza. Qui convivono consumo e vita, errore e adattamento, produzione industriale e crescita biologica.

Osservare questo oggetto significa confrontarsi con una verità scomoda: la vita continua, anche sulle rovine delle nostre abitudini. Ma lo fa portando con sé le tracce del nostro passaggio. È un manifesto silenzioso sull’inquinamento, sulla responsabilità umana e sulla capacità della natura di resistere senza mai giustificare. Un oggetto da contemplare con attenzione critica. Non per ammirarlo, ma per comprendere cosa stiamo lasciando dietro di noi.

Oggetto non in vendita – Collezione privata Mineral Art Gallery. Mostrato esclusivamente a scopo divulgativo. Le immagini sono liberamente utilizzabili e condivisibili; ne viene concessa piena autorizzazione alla diffusione.

Reperto dell’Antropocene – Plastica e Vita Marina.