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Gioiello Esclusivo in Argento con Opale Etiope, Vetro Libico, Ametista e Zaffiri

  • €1.700,00
Carte via PayPal, dove disponibili
  • Provenienza: Italia
  • Codice articolo: GEO-120
  • Dimensioni: 122mm × 41mm × 14mm
  • Peso: 54gr

Descrizione

Gioiello scultura in argento, realizzato come una composizione verticale in cui gemme, materiali naturali e richiami all’iconografia dell’antico Egitto si fondono in un linguaggio contemporaneo. La struttura slanciata e perfettamente simmetrica ricorda un piccolo pettorale cerimoniale: un oggetto da indossare, ma anche una creazione da osservare nei suoi numerosi dettagli. Nella parte superiore è incastonata una grande ametista a goccia, levigata a cabochon e caratterizzata da un’intensa tonalità viola. Immediatamente sotto, uno zaffiro blu sfaccettato introduce un punto di luce profondo, ripreso nella parte terminale del pendente da una seconda gemma dello stesso colore, quasi a chiudere e sigillare l’intera composizione. Il centro del gioiello è dominato da uno straordinario opale etiope di grande caratura, selezionato per la sua opalescenza lattiginosa e per il vivace gioco cromatico. A seconda dell’angolazione e della luce, la sua superficie libera lampi verdi, gialli, arancio e rosati, trasformandosi continuamente. L’opale è avvolto da una cornice dalle tonalità dorate e affiancato da due ampie ali scolpite nella madreperla, lavorate con una fitta successione di incisioni che riproduce la trama delle piume. La madreperla dona leggerezza visiva alla struttura e crea un raffinato contrasto con la lucentezza dell’argento. Le sue iridescenze cambiano delicatamente durante il movimento, facendo apparire le ali ora bianche, ora perlacee, ora attraversate da leggere sfumature color avorio. Nella parte inferiore si trova l’elemento più raro e sorprendente dell’intera creazione: una grande gemma a goccia sfaccettata ricavata da autentico vetro del deserto libico, conosciuto come Libyan Desert Glass. La pietra presenta una luminosa tonalità giallo miele, quasi solare, attraversata da delicate caratteristiche interne naturali. Il taglio sfaccettato ne moltiplica i riflessi e trasforma un materiale nato nel deserto milioni di anni fa in una gemma dal carattere futuristico. Il vetro del deserto libico è un rarissimo vetro naturale rinvenuto soprattutto nel Grande Mare di Sabbia dell’Egitto occidentale, in prossimità del confine con la Libia. La sua formazione risale a circa 29 milioni di anni fa ed è collegata a un evento extraterrestre di enorme energia, probabilmente l’impatto di un corpo cosmico. Le precise dinamiche sono ancora oggetto di studio, ma le inclusioni mineralogiche presenti nel vetro testimoniano temperature e pressioni estreme; ricerche recenti indicano che il materiale originario potrebbe aver raggiunto temperature superiori ai 2.200 °C. Non si tratta quindi di una meteorite vera e propria. È materia terrestre, trasformata quasi istantaneamente dall’energia sprigionata da un evento cosmico. Un frammento di deserto che porta impressa la memoria di un incontro tra la Terra e il cielo. La forma alata del pendente, la disposizione verticale delle gemme e la presenza del vetro libico evocano inevitabilmente i grandi gioielli cerimoniali dell’antico Egitto e, in particolare, uno dei celebri pettorali ritrovati nella tomba di Tutankhamon. Al centro di quel gioiello si trova uno scarabeo giallo-verde realizzata proprio in vetro del deserto libico. Gli artigiani egizi avevano quindi raccolto, trasportato e lavorato questo materiale più di tremila anni fa, molto prima che la sua origine geologica venisse compresa dalla scienza moderna. Non sappiamo se gli antichi Egizi conoscessero la sua relazione con un evento celeste. È però facile comprendere perché un materiale tanto raro, luminoso e simile a una goccia di sole solidificata fosse destinato a un oggetto regale legato alla rinascita e al ciclo cosmico. Le ali in madreperla richiamano inoltre l’immagine protettiva della dea Iside, frequentemente rappresentata con le ali spiegate intorno al sovrano. Il riferimento non è una riproduzione archeologica, ma una reinterpretazione libera: l’antico linguaggio dei pettorali egizi viene trasformato in una creazione contemporanea, costruita attraverso materiali provenienti dalla Terra, dal mare e simbolicamente dal cielo. Un gioiello unico, sospeso tra alta oreficeria, storia naturale e immaginario archeologico. Non una copia del passato, ma una moderna reliquia della materia: argento, madreperla e gemme riuniti attorno a un frammento di deserto trasformato dal cielo.

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