Descrizione
Straordinario esemplare di Nautilus pompilius proveniente dalla Papua Nuova Guinea, con un diametro di 209 mm. La superficie interamente madreperlacea, dominata da tonalità bianco-argentee e delicati riflessi rosa, azzurri e verdi. La luce corre lungo la spirale, si spezza sulle linee di crescita e riappare sotto forma di iridescenze sottili, come se il guscio conservasse ancora qualcosa della profondità da cui proviene. Il Nautilus conduce infatti una vita verticale, durante il giorno rimane generalmente lungo i pendii profondi delle barriere coralline, in ambienti dove la luce si riduce progressivamente fino a trasformarsi in penombra. Può raggiungere profondità di diverse centinaia di metri, muovendosi vicino al fondo e alle pareti della barriera. Con il calare della notte inizia invece la risalita: lentamente abbandona le acque più profonde e raggiunge zone meno profonde, dove cerca cibo tra rocce, sedimenti e strutture coralline. All'alba il movimento si inverte e il Nautilus ritorna verso il buio. È una migrazione quotidiana che si ripete da milioni di generazioni: profondità, risalita, ricerca, discesa. Un ritmo antico scandito dall'alternarsi della luce e dell'oscurità. Il guscio stesso sembra progettato per questa esistenza sospesa tra fondo e colonna d'acqua. All'interno della spirale si trova una successione di camere che l'animale costruisce durante la crescita. Soltanto la più esterna viene abitata; quelle precedenti vengono progressivamente sigillate e collegate da un sottile organo, il sifone, che partecipa alla regolazione dei liquidi e dei gas presenti nelle camere. La conchiglia diventa così una sorta di strumento idrostatico naturale, parte integrante del sistema che permette all'animale di mantenere l'assetto e spostarsi verticalmente nell'acqua. Nautilus pompilius appartiene ai Cefalopodi, insieme a polpi, seppie e calamari, ma conserva una caratteristica che i suoi parenti moderni hanno in gran parte perduto: una grande conchiglia esterna suddivisa in camere. Questa architettura richiama linee evolutive antichissime, risalenti a mari popolati da cefalopodi con conchiglia centinaia di milioni di anni prima dell'uomo. Per questo il Nautilus è spesso associato all'idea del tempo profondo, la sua anatomia conserva una soluzione evolutiva antica, sopravvissuta fino agli oceani contemporanei. In questo esemplare la rimozione della colorazione superficiale lascia emergere tutta la madreperla, rivelando la struttura della spirale in una forma essenziale. Le linee concentriche sembrano propagarsi dal centro come onde, mentre i riflessi iridescenti cambiano continuamente con la luce. Con i suoi 209 mm, l'esemplare raggiunge una misura importante e possiede una forte presenza collezionistica. Osservato frontalmente appare quasi come un vortice; ruotandolo, la spirale cambia completamente proporzioni, passando da una forma compatta e circolare a una curva ampia e aperta. È proprio questa combinazione a rendere il Nautilus uno degli oggetti più affascinanti della storia naturale: un animale delle profondità, una macchina di galleggiamento, una spirale geometrica e un testimone di una storia evolutiva iniziata in oceani antichissimi.