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Turbo Marmoratus – Conchiglia in Madreperla, 169 mm

Turbo Marmoratus – Conchiglia in Madreperla, 169 mm

  • €250,00

Esemplare di Turbo marmoratus di 169 mm e 461 grammi, lavorato mediante la rimozione dello strato esterno del guscio per portare alla luce la madreperla sottostante. La superficie levigata rivela un’ampia gamma di riflessi rosa, verdi, azzu…

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TUM-24

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Provenienza
Madagascar
Dimensioni:
169mm × 161mm × 128mm
Peso:
461gr
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  • Codice articolo: TUM-24

Tag: Turbo Marmoratus – Conchiglia in Madreperla, 169 mm, TUM-24, Turbo Marmoratus – Spirale di Madreperla

Descrizione

Esemplare di Turbo marmoratus di 169 mm e 461 grammi, lavorato mediante la rimozione dello strato esterno del guscio per portare alla luce la madreperla sottostante. La superficie levigata rivela un’ampia gamma di riflessi rosa, verdi, azzurri e argentei, distribuiti lungo una spirale naturale rimasta chiaramente leggibile. La conchiglia presenta una forma compatta ed equilibrata. Il grande ultimo giro occupa quasi tutto il volume, mentre la spira si innalza attraverso una successione ordinata di curve concentriche. L’apertura, ampia e robusta, conserva all’interno una colorazione più uniforme, dominata da tonalità avorio, crema e rosa molto chiaro. Nel mondo antico, la madreperla circolava attraverso le rotte commerciali che collegavano le regioni costiere dell’Oceano Indiano, del Mar Rosso e del Mediterraneo. La sua provenienza marina, la difficoltà di lavorazione e l’aspetto cangiante le attribuivano un valore che andava oltre la semplice decorazione. La conchiglia portava negli oggetti la luce e la memoria di mari spesso lontanissimi dal luogo nel quale veniva utilizzata. Nel corso dei secoli, artigiani del Medio Oriente, dell’Asia e dell’Europa impiegarono la madreperla per impreziosire cofanetti, mobili, strumenti musicali e oggetti cerimoniali. Sottili tessere venivano inserite nel legno, nella lacca o nel metallo, creando motivi floreali, geometrici e figurativi che cambiavano aspetto secondo l’illuminazione. Nelle collezioni europee tra Rinascimento ed età barocca, le grandi conchiglie esotiche trovarono posto nelle Wunderkammer accanto a coralli, minerali, fossili e oggetti provenienti da terre lontane. La spirale perfetta e l’iridescenza della madreperla erano considerate esempi della capacità della natura di produrre forme paragonabili alle opere d’arte. Tra Settecento e Ottocento, la madreperla divenne protagonista di una straordinaria varietà di manufatti. Fu utilizzata per ventagli, tabacchiere, gettoni da gioco, custodie, posate, manici, piccoli accessori da toilette, tasti per strumenti musicali e dettagli di gioielleria. La lavorazione richiedeva grande precisione, perché il materiale doveva essere tagliato in sezioni sottili senza fratturarlo. Turbo marmoratus era particolarmente apprezzato proprio per le dimensioni e lo spessore del guscio. Le grandi superfici madreperlacee permettevano di ottenere elementi ornamentali più ampi rispetto a quelli ricavati da numerose altre specie. In questo esemplare, tuttavia, il materiale non è stato frammentato: la lavorazione ha conservato la forma completa della conchiglia, trasformandola in una testimonianza tridimensionale della propria struttura. Un Turbo marmoratus che non racconta soltanto la biologia di un grande gasteropode tropicale, ma anche la lunga storia culturale della madreperla: una materia naturale passata dalle antiche rotte marittime alle Wunderkammer, dagli atelier artigiani agli oggetti della vita quotidiana, conservando intatta la propria capacità di trasformare la luce.

Turbo Marmoratus – Conchiglia in Madreperla, 169 mm