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Zampa di Cavallo Pleistocenico, Equus Caballus.

Zampa di Cavallo Pleistocenico, Equus Caballus.

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Reperto osseo subfossile attribuito a Equus caballus, proveniente dai fondali del Mare del Nord e databile al Pleistocene, con età indicativa di circa 50.000 anni. L’esemplare è montato su base in legno con supporto metallico, trasformando …

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CAL-02

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Provenienza
Mare del Nord
Dimensioni:
375mm × 95mm × 90mm
Peso:
1.105gr
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  • Codice articolo: CAL-02

Tag: Zampa di Cavallo Pleistocenico, Equus Caballus., CAL-02, Fossili

Descrizione

Reperto osseo subfossile attribuito a Equus caballus, proveniente dai fondali del Mare del Nord e databile al Pleistocene, con età indicativa di circa 50.000 anni. L’esemplare è montato su base in legno con supporto metallico, trasformando un antico resto anatomico in un oggetto da esposizione di forte carattere, a metà tra reperto paleontologico, naturalia e oggetto di curiosità. Durante l’Era Glaciale, i cavalli selvatici erano tra gli animali più diffusi delle grandi steppe fredde europee. Non erano animali rari nel paesaggio pleistocenico, ma presenze fondamentali: branchi mobili, resistenti, adattati alla corsa e alla vita negli spazi aperti. Attraversavano pianure erbose, aree fluviali, tundre e ambienti freddi, condividendo lo stesso mondo di mammut lanosi, rinoceronti lanosi, bisonti delle steppe, renne, cervi giganti, lupi e grandi predatori. Durante le fasi glaciali, il livello del mare era molto più basso e ampie zone oggi sommerse erano terre emerse. L’area conosciuta come Doggerland collegava la Gran Bretagna all’Europa continentale, formando un vasto territorio di pianure fredde, corsi d’acqua e zone umide. Con la fine dell’ultima glaciazione e il progressivo innalzamento del mare, questo paesaggio fu sommerso, custodendo nei sedimenti una straordinaria quantità di reperti ossei pleistocenici. Questo esemplare conserva una forma anatomica molto leggibile, la superficie presenta una patina naturale scura, con tonalità nere, bruno profonde, grigio antracite e leggere sfumature ocra. Questi colori sono il risultato della lunga permanenza nei fanghi, nelle sabbie e nei sedimenti marini del Mare del Nord. L’osso non è completamente pietrificato come una roccia, ma si presenta come osso subfossile, conservato e impregnato nel tempo da minerali ed elementi naturali. Questa caratteristica è tipica di molti reperti pleistocenici provenienti da ambienti sedimentari sommersi. A differenza di molti grandi mammiferi dell’Era Glaciale, il cavallo non scomparve completamente alla fine del Pleistocene. Le popolazioni selvatiche cambiarono, si ridussero, si spostarono e furono progressivamente sostituite o trasformate nel corso dell’Olocene, fino al lungo processo che portò alla domesticazione. Questo rende i reperti di cavallo pleistocenico particolarmente affascinanti: appartengono a un mondo estinto, ma anche alla storia profonda di un animale che avrebbe poi accompagnato l’uomo per millenni. Montato su base in legno, il reperto assume una presenza decorativa e museale. È un esemplare ideale per collezionisti di fossili, appassionati di storia naturale, gallerie naturalistiche, studi privati, cabinet of curiosities e moderne camere delle meraviglie. Un oggetto stravagante e autentico, dove scienza, estetica e memoria dell’Era Glaciale convivono in una forma essenziale e potente.

Dati tecnici
Specie: Equus caballus
Nome comune: Cavallo
Periodo: Pleistocene
Età indicativa: circa 50.000 anni
Provenienza: Mare del Nord, Europa
Area paleogeografica: Doggerland
Tipologia: porzione distale di arto / zampa
Conservazione: osso subfossile
Montaggio: base in legno

Zampa di Cavallo Pleistocenico, Equus Caballus.